domenica 8 settembre 2013

Fitness & Pillole Osteoporosi





Osteoporosi


Parlare di osteoporosi significa raccontare un processo degenerativo che colpisce la struttura scheletrica dell'individuo provocandone una fragilità ed esposizione a fratture. Una realtà da individuare in cause naturali, quali l'avanzamento dell'età, o provocata da fattori nutrizionali, metabolici e patologici. In breve con l'osteoporosi cambia l'architettura delle nostre ossa in termini di riduzione di densità. Certamente la malattia inficia sulla qualità di vita a lungo termine, ma tranquilli il processo, se colpiti, è lungo e lento, nulla di fulmineo, ma che non deve mai essere sottovalutato. Esistono infatti due macro livelli con i quali classificare l'osteoporosi.


Primaria

Si suddivide in:
  • osteoporosi idiopatica (la forma più rara di tutte, la cui causa non è chiara)
  • osteoporosi di tipo I o post-menopausale (dovuta alla caduta della produzione ormonale)
  • osteoporosi di tipo II o senile (dovuta a varie cause, tra cui immobilizzazione, ridotto apporto di somatotropina, testosterone, calcio, magnesio, vitamina D, vitamina K e altri importanti micronutrienti, ridotta funzione dell'enzima 1a-idrossilasi che produce l'ormone attivo della vitamina D (il calcitriolo).
Si manifestano principalmente nell'osso trabecolare, che è soggetto al maggior numero di fratture.



Osteoporosi secondarie

Le osteoporosi secondarie sono un gruppo ricco di varianti, ma costituiscono solo il 5% delle osteoporosi. 

Le principali sono classificabili come causate da:

  • iperparatiroidismo
  • utilizzo di farmaci osteopenizzanti, come cortisonici, antiepilettici (fenitoina,barbiturici,acido valproico), eparine, anticoagulanti orali (es.warfarin,acenocumarolo), diuretici dell'ansa (es.furosemide)
  • basso peso corporeo
  • immobilizzazione protratta
  • ipersurrenalismo (sindrome di Cushing)
  • ipercalciuria
  • BPCO (broncopneumopatia cronica ostruttiva)
  • artrite reumatoide
  • sarcoidosi
  • celiachia
  • neoplasie maligne
  • ridotto assorbimento intestinale di nutrienti e vitamina D
  • ipogonadismo
  • malattia di Crohn
  • drepanocitosi (anemia falciforme)
(Fonte Wikipedia)

Esistono poi, come accennato, alcuni fattori modificabili e altri non. Ecco una piccola lista delle due categorie.

Non modificabili

  • Età - costituisce il più elevato fattore di rischio, in quanto nella vecchiaia avviene normalmente il deterioramento della massa ossea. Molto importante per le donne è anche l'età alla quale si giunge alla menopausa.
  • Fattori genetici, anche se non si sono compresi completamente
  • Carenza di ormoni quali estrogeni (per le donne), somatotropina, testosterone (sia per i maschi che per le femmine, nella sola forma II);
  • Presenza di patologie come cirrosi epatica, artrite reumatoide
  • Malattie ereditarie: osteogenesi imperfetta, omocistinuria, acidosi tubulare renale
  • Anomalie endocrine, sindrome di Cushing (eccesso di cortisolo)
  • Modificabili
  • Dieta, carenza di minerali essenziali (magnesio, calcio, stronzio, zinco, boro e altri), di proteine, di vitamina D, vitamina C, vitamina K (K2), vitamine del gruppo B come la B9 (acido folico), la B12 (cianocobalamina),la B2 (riboflavina) e altre.
  • Basso peso corporeo, deve essere inferiore all'85% di quello considerato ideale, o altrimenti generalmente inferiore ai 55 kg;
  • Abuso di alcool
  • Fumo di sigaretta
  • Algodistrofia
  • Anoressia nervosa
  • Inattività fisica, che spazia da una vita sedentaria sino alla paralisi;
  • Ipercalciuria (pH urina basso, acido)
  • Ipogonadismo
  • Iperomocisteinemia
  • Utilizzo di farmaci quali anticoagulanti orali (antagonisti della vitamina K) come warfarin e acenocumarolo, antitrombotici della classe delle eparine come: eparina sodica e calcica ed eparine a basso peso molecolare (nadroparina, dalteparina, enoxaparina e altre), metotrexato, corticosteroidi (cortisonici), come prednisone, betametasone, metilprednisolone, o inalatori, come flunisolide, fluticasone e beclometasone. Questi ultimi, chiamati anche aninfiammatori steroidei, cortisonici o corticosteroidi, alterano il metabolismo oseeo da entrambi i versi, sia indebolendo la costruzione di osso nuovo tramite rduzione degli osteoblasti, sia accelerando il processo erosivo mediante gli osteoclasti.
  • Neoplasie al midollo osseo 
 (Fonte Wikipedia)

Quindi stile di vita sano e massima dedizione agli allenamenti. Movimento e sport sono l'unico modo per sfibrare il nostro corpo e spingerlo a rigenerarsi sempre più forte e duraturo.

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